Come disse Silvio Berlusconi a Marco Travaglio e a Michele Santoro: ‘non sapete nemmeno scherzare’. Forse potremmo dire la stessa cosa a Massimo Bottura dopo la reazione alla battuta dell’Assessore del Comune di Modena a rapporti con le partecipate, lavoro, formazione professionale, promozione economica e attrattivitร , commercio, suap, agricoltura, artigianato, pmi e cooperazione Paolo Zanca.
Una battuta maldestra di un assessore scatena la piccata reazione di Massimo Bottura. Un siparietto che ci interroga su cosa significhi oggi essere custodi del territorio e sull’arte, forse perduta, dell’autoironia.
A volte basta una battuta, magari non proprio riuscitissima, per svelare la distanza siderale tra due mondi che pure abitano la stessa terra. ร quanto accaduto di recente a Modena, nel cuore dell’Emilia, durante una conferenza stampa di Confesercenti per la presentazione di un progetto di valorizzazione territoriale. I protagonisti del siparietto? Lโassessore locale Zanca e Massimo Bottura, lo chef modenese che non ha bisogno di presentazioni.
Il casus belli รจ servito su un piatto d’argento. Rivolgendosi al patron dell’Osteria Francescana, l’assessore si lascia sfuggire una battuta: “Basta che non fai la pizza destrutturata”. Un’uscita che a molti fa correre un brivido lungo la schiena, espressione di un clichรฉ trito e ritrito sull’alta cucina, il classico momento che nel gergo contemporaneo definiremmo senza esitazioni cringe.
Eppure, di fronte a questa caduta di stile, la reazione del celebre chef รจ la vera nota stonata. Visibilmente offeso, Bottura replica con un lapidario e demolitivo “Ma tu chi sei?”, per poi trincerarsi dietro lo scudo del proprio status internazionale, ricordando che in quel preciso momento, a Casa Maria Luigia, sedevano fior fior di giornalisti stranieri intenti ad assaggiare i prodotti locali, di cui lui รจ indiscusso alfiere.
Il fatto in sรฉ si esaurisce qui, ma lascia in ereditร una riflessione piรน profonda. Ciรฒ che colpisce maggiormente รจ la totale mancanza di autoironia da parte di una figura arrivata all’apice del successo globale. Se รจ vero che la battuta dell’assessore pecca di goffaggine, รจ altrettanto vero che nasce con quella spontaneitร e quella simpatia ruspante tipiche dei territori emiliani. ร il tentativo, per quanto maldestro e ruspante, di cercare complicitร , di scherzare per accorciare le distanze. Una veracitร sanguigna che รจ l’anima stessa di quella terra.
Di fronte all’Olimpo della gastronomia, sembra che non si possa piรน sorridere. Massimo Bottura รจ un’eccellenza assoluta, un talento che ha portato Modena nel mondo, ma episodi come questo sollevano un interrogativo lecito: siamo sicuri che queste figure siano gli autentici “custodi” del territorio?
L’alta cucina viaggia su binari concettuali che spesso si allontanano dal vissuto quotidiano. Non c’รจ dubbio che Bottura sia un ambasciatore straordinario delle materie prime locali, ma la vera tradizione emiliana e romagnola รจ un’altra cosa. ร una tradizione molto piรน semplice, diretta, fatta di tavolate rumorose e convivialitร schietta. Un’identitร che, a ben guardare, somiglia paradossalmente molto di piรน alla battuta fuori luogo dell’assessore che non alle astrazioni in punta di pinzetta.
Forse il vero cortocircuito della nostra epoca, in cui l’ego di chi raggiunge le vette dell’eccellenza รจ perennemente sotto i riflettori, รจ proprio questo: non si sa piรน nemmeno scherzare. E smarrire la capacitร di farsi una risata, specialmente in Emilia, รจ un peccato che nessuna stella Michelin puรฒ compensare.



















