Non so se si possa davvero โcorrereโ LโEroica.
Forse si vive, forse si attraversa.
Io, piรน semplicemente, ci sono finito dentro โ tra le colline del Chianti, una bici dโacciaio e un cielo che sembrava fatto apposta per confondere nostalgia e felicitร .
Questโanno ho avuto lโonore di far parte del team di San Felice, una delle aziende simbolo del Gallo Nero, conosciuta per i suoi vini leggendari: Il Grigio, Vigorello, il Borgo, la Pieve e altre etichette molto conosciute ed apprezzate dalla galassia degli amanti del buon vino.
Pedalare con quel nome sulla maglia, tra le strade che odorano di mosto e storia, รจ stato un privilegio.

Ero partito con lโidea di fare 135 chilometri, ma dopo appena due la realtร mi ha bussato sulle gambe.
Un piccolo guasto, una fatica anticipata, e la consapevolezza che forse la mia Eroica sarebbe stata diversa da quella che immaginavo.
Mi sono fermato. E ho preso una radicale revisione dell’intera faccenda.
Ho tolto il numero, ho abbassato la testa, e ho continuato lo stesso, da solo, senza piรน la pressione della corsa, ma con la libertร di chi ha tutto il tempo del mondo.
Tra le vigne e i fantasmi buoni del Chianti
Ho pedalato tra Gaiole, Brolio e Radda, e piรน salivo piรน mi sembrava di attraversare il tempo.
Le strade bianche, polverose e vive, mi parlavano di chi le aveva percorse prima di me: contadini, viandanti, ciclisti che avevano sfidato la fatica quando ancora non cโerano i cronometri ma solo il coraggio.
A un certo punto, in mezzo al silenzio, mi รจ sembrato di vedere Coppi che filava via leggero e Bartali che stringeva i denti dietro la curva. Di loro ho sentito il peso esistenziale sul mio percorso e mi chiedevo in cosa io mi possa definire un campione. E mi chiedo se Coppi o Bartali abbiano guardati tanti film quanti io ne abbia visti. Oppure se si dedicassero con attenzione alla musica alla mia stessa maniera.
.


La mia Eroica senza pubblico
Non cโera piรน nessuno attorno a me.
I ciclisti erano lontani, il rumore del gruppo svanito, e restavano solo il mio respiro e le colline.
Ma in quel silenzio, ho trovato qualcosa che non avevo previsto: pace.
Ho pensato alle sere dโestate della mia adolescenza, ai tramonti in campagna, alle chitarre stonate, al vino bevuto tra amici.
Pedalare lรฌ, da solo, mi ha fatto tornare a quel tempo in cui tutto sembrava ancora possibile, e la felicitร non aveva bisogno di traguardi.

LโEroica come metafora
Credo che ognuno abbia la sua Eroica personale.
La mia รจ stata lasciare andare lโidea della gara e riscoprire il gusto del viaggio.
Non ho fatto 135 chilometri, ne avrรฒ fatti forse 70.
Eppure, quando sono tornato al punto di partenza, avevo lโimpressione di aver attraversato un pezzo di me stesso.
LโEroica mi ha insegnato che la bellezza non sta nellโarrivare, ma nel restare.
Nel saper accettare la lentezza, lโimprevisto, il sudore.
Nel capire che la vera impresa รจ non smettere di cercare senso anche quando la strada si fa dura.
Il Chianti e il vino come simboli di vita
Il Chianti Classico non รจ solo un paesaggio, รจ uno stato dโanimo.
Ogni collina รจ una parola, ogni vigna una pausa.
Il vino qui non รจ un prodotto: รจ una memoria liquida di ciรฒ che lโuomo e la terra riescono a creare insieme.
Pedalando tra i filari di San Felice, pensavo che forse la bici e il vino hanno la stessa filosofia:
entrambi ti costringono a rallentare, assaporare, ascoltare.
Entrambi ti ricordano che la fatica puรฒ avere un sapore dolce.
E mentre guardavo ancora una volta le colline di Gaiole, mi รจ venuto da sorridere.
Perchรฉ forse LโEroica รจ proprio questo: accettare di faticare per qualcosa che non si puรฒ comprare, ma solo vivere.
Conclusione: la mia eroica รจ questa
Non ho medaglie, non ho un tempo da ricordare, ma ho un ricordo che vale piรน di tutto.




























