Sono arrabbiato.
Vorrei scrivere un articolo per ricordare il mio amico Daniele, amico di tante persone.
E sono arrabbiato perchรฉ oggi si scrivono troppi necrologi con lo scopo di catturare lโattenzione delle persone, giocando con i loro sentimenti.
Dai media cittadini passerร alla storia come morto โcapo ultrasโ.
Beh, io penso che Daniele fosse tutto tranne che un capo ultras.
Daniele se ne รจ andato l’8 settembre in seguito ad un malore improvviso al cuore, dopo la notte della luna piena in eclissi rossa.
ร stato commemorato con gran cuore dai suoi fratelli e sorelle del Centro Storico Lewboski la nota squadra autofinanziata e indipendente di Firenze.
ร stato salutato con grosso clamore, calore, emozioni, forza.
E poi sono giorni che ricevo messaggi da 30, 40 persone che, a modo loro, vogliono commemorare la figura di Daniele, scomparso allโimprovviso.
Per me, Daniele era un genio. Non un genio qualunque, ma come quello della lampada: un essere speciale.
Una persona dalla mente velocissima, dalla cultura vastissima, cresciuto sicuramente allโombra โ anzi, alla luce โ di una grande cultura, quella della sua famiglia e del suo credo protestante, luterano.
Daniele aveva un cavaliere luterano tatuato su un braccio e sapeva farsi presenza viva nella vita delle persone: appariva, si manifestava, dava consigli, aiutava a fare le cose meglio.
A me, ad esempio, ha insegnato qualcosa sulla cucina.
Mi ha insegnato come cucinare la pasta, mi ha insegnato cosโรจ lโamido della pasta.
Me lo ricordo con questo ramaiolo โ come si dice in fiorentino โ che versava lโacqua della pasta e mi spiegava che va lasciata lรฌ, perchรฉ cosรฌ rilascia lโamido. Poi quellโamido, quella โschiumetta biancaโ, si prende e si mette nel sugo.
Ecco, Daniele che prepara questo sugo al burro a casa mia.
Era un genio anche in cucina. Ha aiutato tante persone, รจ stato vicino a tutti i miei migliori amici, e questo ci dร la somma e la misura di chi fosse Daniele Cerrina Feroni.
Anche se non avevo piรน contatti con lui da molto tempo โ almeno dieci anni โ coglievo sempre lโoccasione di fermarmi a salutarlo quando ci incrociavamo al semaforo.
Lui era lรฌ, sul motorino, e stava bene su qualsiasi motorino, perchรฉ Daniele stava bene ovunque.
E poi quel suo tono di voce inconfondibile, che ti bucava il timpano e che ancora oggi risuona nelle orecchie.
Una delle caratteristiche principali di Daniele era che scherzava sempre.
Faceva battute in continuazione, battute di una simpatia unica, di un cinismo talvolta delizioso. Ti colpiva sempre nella parte piรน intelligente di te, perchรฉ lโironia รจ una manifestazione dellโintelligenza.
E la sua risata meravigliosa, di cuore, di pancia, non la dimenticherรฒ mai.
Ricordo i suoi piatti leggendari ai Libri Liberi:
ricette toscane classiche come la pasta allโlampredotto strascecata e rifugata, gli spaghetti alla carrettiera con tanto di grasso e larderello.
Le porzioni erano epiche: circa 550 grammi a persona, con almeno 600 grammi di sugo.
ยซDevono mangiareยป, diceva sempre.
ร stato uno dei cuochi piรน epici che abbiano calcato le cucine di Firenze.
E ha insegnato a tante persone a cucinare.
Forse stava con tutti e odiava tutti, e amava tutti allo stesso modo.
Probabilmente sapeva creare connessioni con chiunque, senza influenzare, ma partecipando alle cose attivamente, con coraggio, senza paura.
Io non lo conoscevo nel privato, e non voglio permettermi di parlarne.
Ma so che รจ stato un grande amico e soprattutto il migliore amico di tanti altri miei migliori amici e amiche.
Questo รจ il ricordo che voglio lasciare di Daniele Cerrina Feroni.



































