Un vigneto nel cuore della Toscana piรน urbana. Un giardino vitato che si affaccia su Firenze da sotto il Piazzale Michelangelo, simbolo paesaggistico e iconico della cittร . A un anno esatto dalla messa a dimora delle sue 700 barbatelle, la Vigna Michelangelo si conferma come un modello di viticoltura urbana integrata e rappresenta, forse piรน di ogni altra cosa, un esempio concreto di sense of place: la capacitร di un progetto agricolo di incarnare identitร , memoria e visione di un luogo.

Lโiniziativa, voluta e realizzata dalla famiglia Fittipaldi, giร attiva con lโazienda agricola Donne Fittipaldi a Bolgheri, ha coinvolto Maria Fittipaldi Menarini e le sue quattro figlie โ Carlotta, Giulia, Serena e Valentina โ in un progetto che coniuga tutela del paesaggio, valorizzazione della biodiversitร e sostenibilitร urbana. La collina che ospita il vigneto era parte della tenuta di famiglia, ed รจ oggi gestita come un piccolo laboratorio di viticoltura storica e innovativa al tempo stesso.
ยซQuesta vigna โ spiega Maria Fittipaldi โ รจ parte della nostra memoria, ma anche del futuro che vogliamo contribuire a costruire. Vogliamo portare in cittร unโagricoltura rispettosa, manuale, identitariaยป.

Un vigneto giardino a forma di territorio
Avviato nel 2021 e presentato nel 2022, il progetto ha preso forma con lโimpianto a sistema ad alberello โ una delle forme di allevamento piรน antiche e qualitative โ su un terreno esposto a nord-est. Lโimpianto segue una disposizione โa quinconceโ, con ogni vite collocata ai vertici di una griglia geometrica che ne ottimizza lo sviluppo anche in forte pendenza. Non ci sono fili di ferro, ma tutori in legno e lavorazioni esclusivamente manuali.
Dal punto di vista tecnico, la progettazione รจ stata curata dallโagronomo Stefano Bartolomei, mentre la consulenza enologica รจ affidata a Emiliano Falsini, firma nota del panorama toscano (giร collaboratore di Podere Casisano – Tommasi a Montalcino). Lโobiettivo รจ chiaro: realizzare un โvigneto giardinoโ perfettamente integrato con il paesaggio collinare fiorentino.

Vitigni autoctoni e memoria agricola
Il cuore del progetto risiede nella selezione delle varietร : Sangiovese (300 piante), Canaiolo (150), Foglia Tonda (100), Pugnitello (100) e Colorino del Val dโArno (50), tutte autoctone toscane, alcune a rischio di estinzione. La vigna, inoltre, รจ costellata da targhette dedicate ai giornalisti del vino, tra cui spiccano quelle intitolate ad Alessandro Regoli e Irene Chiari, fondatori di WineNews.
ยซAbbiamo scelto varietร storiche della Toscana โ sottolineano i tecnici โ non solo per il profilo enologico, ma per restituire valore a un patrimonio genetico e culturale dimenticatoยป. Il primo raccolto utile alla vinificazione รจ previsto per il 2027. Si stima una produzione iniziale di circa 700 bottiglie, destinate ad aste benefiche per progetti a impatto sociale. ยซIl vino non รจ il fine โ ribadisce Maria Fittipaldi โ ma il mezzo per ricostruire un rapporto armonico tra uomo, territorio e spazio urbanoยป.

Una rete globale di vigneti urbani
La Vigna Michelangelo รจ parte dellโUrban Vineyards Association, rete internazionale fondata e presieduta dallโitaliano Nicola Purrello, con sede operativa a Catania, dove egli stesso gestisce un vigneto urbano ai piedi dellโEtna. Lโassociazione comprende 21 realtร distribuite in 10 Paesi e 4 continenti, simboli di un nuovo modo di fare agricoltura in cittร .
Tra i casi piรน emblematici:
- Il Clos Montmartre a Parigi, simbolo di resilienza viticola nel cuore della capitale francese;
- La Renegade Urban Winery di Londra, che lavora uve provenienti da tetti verdi e microvigneti nei sobborghi;
- La Los Angeles River Wine Company, impegnata nel recupero di varietร locali in aree post-industriali della metropoli californiana;
- La Rooftop Reds di New York, primo vigneto su tetto al mondo, operativo nel quartiere di Brooklyn;
- E il suggestivo Vigneto di San Francesco della Vigna a Venezia, allโinterno del chiostro di un convento nel sestiere di Castello, gestito in collaborazione con la comunitร francescana e il gruppo Santa Margherita della famiglia Marzotto. Un esempio virtuoso di viticoltura urbana in ambiente lagunare, con varietร adattate alla salinitร .
Firenze come paradigma di viticoltura urbana identitaria
In questo contesto internazionale, Firenze si distingue per la forte componente di radicamento culturale e paesaggistico. La Vigna Michelangelo non รจ solo un atto agricolo, ma un intervento culturale e simbolico. Rappresenta unโestensione contemporanea della tradizione rurale toscana, calata in una dimensione metropolitana. Un esempio di come il genius loci possa esprimersi attraverso la vite, il paesaggio e il gesto agricolo.

Un elemento simbolico importante del progetto รจ la personalizzazione di ogni vite con una targhetta in acciaio: 50 piante sono dedicate ai principali giornalisti del vino italiani, selezionati per il loro contributo alla comunicazione enologica e alla promozione del vino italiano. Accanto ai nomi del settore, spiccano anche figure istituzionali: portano una dedica personale anche il Sindaco di Firenze Sara Funaro, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e lโex sindaco Dario Nardella, a testimonianza del forte legame tra la vigna e lโidentitร cittadina.



































