CONTINUA A LEGGERE

Forte dei Marmi piange Bruno Vietina. L’ultimo saluto al pioniere della prima stella Michelin e del Maitò

Un grave lutto colpisce Forte dei Marmi e la Versilia. Dopo la perdita di Roberto Santini (storico titolare del Bagno Piero), la comunità dice addio a Bruno Vietina, figura simbolo della ristorazione e dell’ospitalità locale. Come riportato da La Nazione Viareggio, l’imprenditore si è spento all’età di 87 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella storia dell’accoglienza italiana e internazionale.

La prima stella Michelin e i locali simbolo della Versilia

Bruno Vietina è stato un vero e proprio pioniere del settore. Tra le sue imprese più rilevanti:

  • Fondatore del Maitò: locale iconico di Forte dei Marmi.
  • La prima stella Michelin (1967): un riconoscimento storico per la ristorazione della cittadina versiliese.
  • Imprenditore di successo: il suo nome è rimasto legato a location storiche come il Bistrot, il Madeo e La Capannina.

Grazie al suo intuito, Vietina ha contribuito a definire il modello di eleganza, raffinatezza e accoglienza che ha reso Forte dei Marmi celebre in tutto il mondo.

Dalla Versilia al successo a Beverly Hills

Il talento imprenditoriale della famiglia Vietina ha superato i confini nazionali. L’esperienza maturata in Versilia è stata infatti esportata negli Stati Uniti, dove i Vietina hanno aperto celebri punti di riferimento gastronomici nel cuore di Beverly Hills, portando il gusto e il prestigio del Made in Italy fino in California.

Il ricordo dell’Amministrazione Comunale e del sindaco Bruno Murzi

Il Comune di Forte dei Marmi e l’intera cittadinanza si stringono intorno alla famiglia in questo momento di dolore. Il sindaco Bruno Murzi ha espresso il proprio cordoglio a nome di tutta l’Amministrazione:

“Con Bruno Vietina scompare uno dei protagonisti di una stagione straordinaria di Forte dei Marmi. Con il suo lavoro, il suo intuito e la sua capacità imprenditoriale ha contribuito a scrivere una parte della storia del nostro paese, portando poi quella stessa esperienza oltreoceano. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari va la vicinanza mia e dell’intera Amministrazione Comunale.”

Fonte: La Nazione Viareggio

Addio a Roberto Santini, anima del Bagno Piero a Forte dei Marmi

Chi è custode della memoria soffre per le direzioni sradicate del presente ma è sempre in compagnia di ricordi che possono bruciare come fiamme nelle notti oscure o brillare negli stati d’animo alti e sereni e in compagnia di chi ha la pazienza di ascoltare. Roberto Santini, scomparso la notte tra il nove e il dieci settembre duemilaventisei rappresentava questa memoria collettiva di una località unica del suo genere come Forte dei Marmi. Voce viva di chi lo ha preceduto e che a lui ha tramandato il saper accogliere con semplicità, qualità e rispetto. Persona che ha colto il senso spontaneo di un’arte che nasce dalla commistione tra sabbia, vento, risacca e orizzonte e la sapiente artigiana mano dell’uomo che ha plasmato legno e terracotta in cabine, tende e cannicci. Santini che ha inseguito quell’orizzonte ‘salpando in bicicletta‘ facendo per ben due volte il cammino di Santiago di Compostela.

Tra cabine e tende: un ambito familiare ereditato da due generazioni e che, lui, fiero raccontava ai suoi contemporanei: la storia di come sono nate le cabine e di come è spontaneamente sorta la ristorazione sulla spiaggia. Un micro macro mondo fatto di gesti quotidiani, soprattutto al fianco della propria famiglia con in testa la madre Nenè e dei suoi numerosi collaboratori. Uno stabilimento balneare, punto di riferimento per il mondo del cinema, dell’editoria, e comunque della cultura e della migliore imprenditoria. In silenzio, sono passati dalle ‘sabbie nobili ‘del Bagno Piero registi, attrici ed attori che con Roberto Santini avevano instaurato un rapporto di amicizia e soprattutto di stimolo culturale continuo. Dal regista premio Oscar Alfonso Cuaron al compianto Robin Williams solo per citarne alcuni.

Affilato come un rasoio e pungente come uno spillo, mente superiore dotato di una capacità di argomentazione ‘agonistica’ e di una granitica personalità che spaziava dalla battuta tagliente alla solenne e profonda ospitalità che tributava ai suoi amici fino ad una straripante ‘vis politica’ che lo ha portato ad essere il più giovane consigliere comunale della storia del suo Comune. Un umanista in riva al mare, tra bagnini, libri e vini, cinematografia e l’amore per il suo cane. Con Roberto Santini se ne va una parte di Forte dei Marmi, un testimone di prima mano della vera storia di questo piccolo angolo del mondo.

Pubblichiamo la chiacchierata integrale che abbiamo fatto con Santini nel giugno duemilaventisei per permettere a tutti di capire fino alla fine il personaggio, la mente e la grandezza del suo modo di pensare.

La morte di Santini è stata “improvvisa”, come ha dichiarato il sindaco Bruno Murzi che ha espresso cordoglio da parte di tutto il Comune. “La notizia della scomparsa di Roberto ci colpisce e ci addolora profondamente”, ha dichiarato Murzi. “Forte dei Marmi perde una persona che apparteneva alla sua storia e alla sua identità. Roberto non rappresentava soltanto una delle famiglie storiche della nostra balneazione: era un volto del paese, profondamente legato alle sue tradizioni e a quel modo autentico e discreto di vivere il Forte che dobbiamo continuare a custodire. Alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene va il mio abbraccio personale e quello dell’intera amministrazione comunale”.

Chef Residency #4: il Prosecco DOC porta la cucina canadese a Milano con chef Dmetro Sinclair

Il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC continua il suo percorso di internazionalizzazione con la quarta tappa di Chef Residency 2026. Dal 25 al 29 settembre, House of Mediterraneo a Milano ospiterà l’Executive Chef del ristorante Nora Gray di Montréal per un’intensa settimana di masterclass, formazione e alta gastronomia.

Dopo aver esplorato le tradizioni culinarie di Brasile e Corea del Sud, il progetto Chef Residency 2026 riparte alla volta del Nord America. Protagonista di questo nuovo appuntamento sarà Dmetro Sinclair, Executive Chef del rinomato Nora Gray di Montréal, pronto a guidare giovani talenti del settore in un viaggio tra tecniche contemporanee e valorizzazione della materia prima.

Dmetro Sinclair, Executive Chef del rinomato Nora Gray di Montréal
Dmetro Sinclair, Executive Chef del rinomato Nora Gray di Montréal

Il ritorno di chef Dmetro Sinclair a Milano

Quello tra lo chef canadese e il Prosecco DOC è un legame già consolidato: Sinclair è stato infatti il primo interprete ad inaugurare ufficialmente l’iniziativa lo scorso 22 aprile, firmando l’evento di apertura durante la Milano Design Week 2026.

Prima di giungere al capoluogo lombardo, lo chef sarà ospite della Prosecco DOC Dreamland, un’esperienza immersiva nel cuore della Denominazione. Tra visite guidate alle cantine produttrici ed esperienze enogastronomiche sul territorio, questo prologo consentirà di approfondire l’identità culturale e vitivinicola del Prosecco DOC prima di trasferirsi in cucina.

Il programma della residenza: formazione e cena finale

Dal 25 al 29 settembre, la sede di House of Mediterraneo a Milano si trasformerà in un laboratorio di idee e sperimentazione. Il programma formativo della terza residenza internazionale prevede:

  • Masterclass e Workshop: Sessioni pratiche e teoriche condotte da Dmetro Sinclair per un gruppo selezionato di giovani professionisti della ristorazione.
  • Cena Finale (29 Settembre): Un evento esclusivo a chiusura della settimana, in cui lo chef e i partecipanti presenteranno un menu speciale dedicato alla cucina canadese contemporanea, abbinato alle diverse declinazioni di Prosecco DOC.

Chi è Dmetro Sinclair

Con oltre 15 anni di carriera maturata tra Europa e Nord America — con esperienze chiave dalla British Columbia al Bar Brutal di Barcellona fino al Salle Climatisée —, Sinclair propone una cucina essenziale e contemporanea. La sua filosofia punta sull’equilibrio, il profondo rispetto degli ingredienti e una naturale predisposizione alla convivialità, rileggendo spesso i classici della tradizione italiana con gusto e semplicità raffinata.

Dmetro Sinclair in cucina al ristorante Nora Gray di Montréal
Dmetro Sinclair in cucina al ristorante Nora Gray di Montréal

Un ponte culinario globale: prossima tappa Regno Unito

Con questo nuovo capitolo, la Chef Residency promossa dal Consorzio si conferma un incubatore per il talento emergente e un veicolo di promozione del Made in Italy nel mondo.

Il ciclo di appuntamenti dell’edizione 2026 si avvierà verso la conclusione con la quinta e ultima tappa, focalizzata sulla scena gastronomica del Regno Unito, prevista dal 9 al 13 ottobre (con cena di gala finale il 13 ottobre) sempre presso House of Mediterraneo.

Come candidarsi alla open call per giovani chef

L’iniziativa offre un’opportunità concreta di networking e crescita professionale. Le candidature per accedere alle prossime sessioni formative della Chef Residency sono ancora aperte per giovani cuochi e professionisti del settore food.

  • Costo: Partecipazione gratuita previa selezione
  • Come candidarsi: È possibile inviare il proprio profilo e richiesta di partecipazione all’indirizzo email: redazione@tuorlomedia.it
Dmetro Sinclair durante una masterclass
Dmetro Sinclair durante una masterclass

Expo Chianti Classico 2026 a Greve in Chianti: programma, biglietti e guida completa

Dal 10 al 13 settembre 2026 torna a Greve in Chianti la nuova edizione dell’Expo Chianti Classico. Questo storico appuntamento rappresenta l’unica manifestazione enogastronomica in grado di riunire in un’unica piazza i produttori di tutti i Comuni del territorio del Gallo Nero, celebrando l’identità e l’eccellenza di una delle zone vitivinicole più famose al mondo.

Nata negli anni ’70 e trasformatasi da Mostra Mercato a grande Expo internazionale, la kermesse organizzata dal Comune di Greve in Chianti offre quattro giorni ricchi di degustazioni guidate, incontri con i viticoltori, musica dal vivo, eventi culturali e approfondimenti dedicati al vino, all’olio DOP e alle tradizioni locali.

54a edizione EXPO del Chianti Classico a Greve in Chianti

Programma ufficiale Expo Chianti Classico 2026

Giovedì 10 settembre: l’inaugurazione

  • Ore 17.00 (Piazza Matteotti): Taglio del nastro e inaugurazione degli stand alla presenza dei Sindaci dei Comuni del Chianti Classico e dei rappresentanti del Consorzio Vino Chianti Classico.
  • Ore 18.00 – 21.00 (Centro Storico): Intrattenimento musicale itinerante con Gli Amici di’ Chianti.
  • Ore 21.30 (Via Roma): Via Roma in Passerella, sfilata di moda a cura dei commercianti del Borgo e del C.C.N. Le Botteghe di Greve.
  • Ore 22.00 (Piazza Matteotti): Chiusura degli stand degustazione.

Venerdì 11 settembre: cultura, musica e territorio

  • Ore 11.00 – 20.00 (Piazza Matteotti): Apertura degli stand e del padiglione degustazione.
  • Ore 17.30 (Giardino Incontri): Presentazione del libro “SR 222 La Chiantigiana racconta” a cura di Marco Hagge e Andrea Rontini, seguita dal conferimento degli attestati di Cittadino Emerito.
  • Ore 18.30 – 19.00 (Piazza Matteotti): Musica dal vivo con la LARGE STREET BAND.
  • Ore 19.30 – 21.30 (Piazza Vassallo): Spazio Musica Aperitivando con la LARGE STREET BAND.
  • Ore 21.30 (Parco S. Anna): Serata ITALIANS a GO-GO con musica italiana, proiezioni, DJ set e zucchero filato.

Sabato 12 settembre: degustazioni d’eccellenza, arte e Centenario Viola

  • Ore 11.00 – 20.00 (Piazza Matteotti): Apertura degli stand degustazione.
  • Ore 12.00 (Sala Consiliare, Palazzo Comunale): OLIO (DOP) su tela. Degustazione-racconto tra l’Olio DOP Chianti Classico e capolavori dell’arte classica e moderna, condotta dall’agronomo Roberto Rappuoli. (Durata 50 min | Costo € 15,00 | Su prenotazione, max 40 posti).
  • Ore 16.00 (Sala Consiliare, Palazzo Comunale): Degustazione guidata “Il Chianti Classico di Altura”, dedicata ai vini prodotti sopra i 500 metri s.l.m., a cura del Master Sommelier AIS Luca Marchiani. (Durata 50 min | Costo € 15,00 | Su prenotazione, max 40 posti).
  • Ore 18.00 – 20.00 (Centro Storico): Musica con la ATTRAROBA Street Band.
  • Ore 18.30 (Sala Consiliare, Palazzo Comunale): Degustazione guidata “Goal di Vini (in Viola)”. A 100 anni dalla nascita della Fiorentina, un evento inedito che abbina i grandi goal della storia viola ai vini Chianti Classico. Conducono David Guetta e Luca Marchiani. (Durata 60 min | Costo € 15,00 | Su prenotazione, max 40 posti).
  • Ore 19.00 – 21.00 (Piazza Vassallo): Aperitivando con il Trio “RADICI” (musica d’autore e popolare).
  • Ore 21.30 – 01.00 (Parco S. Anna): Vinili DJ & Electronic Music con Bibi DJ, Marco Marzi, Benkmask e altri.

Domenica 13 settembre: piramide del Gallo Nero e gran finale

  • Ore 11.00 – 20.00 (Piazza Matteotti): Apertura degli stand degustazione.
  • Ore 15.30 (Sala Consiliare, Palazzo Comunale): Degustazione guidata “Le 3 tipologie del Chianti Classico: Annata, Riserva e Gran Selezione”, viaggio alla scoperta della piramide qualitativa con il Master Sommelier Luca Marchiani. (Durata 50 min | Costo € 15,00 | Su prenotazione, max 40 posti).
  • Ore 16.30 (Piazza Matteotti): Esibizione del Gruppo Storico, Dame, Musici e Sbandieratori di Fivizzano.
  • Ore 18.00 (Piazzetta S. Croce): Super Tombola benefica a cura della Parrocchia.
  • Ore 18.30 (Giardino Incontri): Degustazione guidata in piazza “Il GALLO NERO e i suoi abbinamenti”. Chianti Classico e Vin Santo abbinati ai piatti dei ristoranti grevigiani, con Luca Marchiani. (Durata 1h 30m | Costo € 25,00 | Su prenotazione, max 40 posti).
  • Ore 21.00 (Piazza Vassallo): Concerto di chiusura con la SUGAR TRIBUTE BAND (Cover Band Zucchero).
Greve in Chianti - Piazza Matteotti vista dall'alto durante l'EXPO del Chianti Classico 2025
Greve in Chianti – Piazza Matteotti vista dall’alto durante l’EXPO del Chianti Classico 2025

Come partecipare alle degustazioni e acquistare i biglietti

Kit degustazione in Piazza

Per degustare i vini del Chianti Classico in Piazza Matteotti è necessario acquistare il calice ufficiale:

  • Prezzo: € 20,00 (include calice, tracolla porta-calice e libretto con 7 Ticket degustazione).
  • Modalità d’uso: Fino a 4 ticket sono utilizzabili presso gli stand dei singoli Produttori. Presso il Padiglione Consortile si possono utilizzare fino a 7 ticket (le selezioni Riserva, Gran Selezione e Vin Santo equivalgono a 2 ticket).
  • Ricariche: Una volta terminati i coupon, è possibile riacquistare un blocco di ticket al costo di € 20,00.
  • Sommelier FISAR: Al Padiglione del Consorzio Vino Chianti Classico i vini saranno serviti dai Sommelier professionisti FISAR. Il catalogo completo è consultabile online su www.expochianticlassico.com.
Kit degustazione
Kit degustazione

Prevendita e ritiro calici

I ticket e i calici possono essere acquistati in anticipo online sul sito ufficiale oppure presso il punto vendita locale allo IAT di Greve in Chianti (Piazza Giacomo Matteotti, 10). In caso di acquisto online, è sufficiente mostrare la mail di conferma allo IAT per ritirare il kit degustazione.

Orari di apertura della cassa IAT:

  • Giovedì 10/09: 17:00 – 21:00
  • Venerdì 11/09: 11:00 – 19:00
  • Sabato 12/09: 11:00 – 19:00
  • Domenica 13/09: 11:00 – 19:00
Calice EXPO Chianti Classico

Degustazioni guidate a pagamento

Tutte le masterclass e degustazioni guidate al chiuso (in Sala Consiliare o in Piazza) sono a numero chiuso (massimo 40 posti) e richiedono la prenotazione obbligatoria su www.expochianticlassico.com.

Un momento di una degustazione all'EXPO del Chianti Classico 2025
Un momento di una degustazione all’EXPO del Chianti Classico 2025

Dove mangiare a Greve in Chianti durante l’Expo

Durante i giorni dell’evento, l’offerta enogastronomica è ricca e capillare:

  • In Piazza Matteotti e nel Borgo: Ristoranti, enoteche e wine bar locali propongono menù tradizionali toscani.
  • Piazza Terra Madre: Stand gastronomici dedicati al cibo di strada e alle tipicità locali.
La mappa degli stand delle cantine presenti alla 54a edizione dell'EXPO Chianti Classico 2026
La mappa degli stand delle cantine presenti alla 54a edizione dell’EXPO Chianti Classico 2026

A tavola con Filippo Di Bartola di Filippo Pietrasanta

A Pietrasanta, dove le gallerie d’arte e il marmo scolpito definiscono l’orizzonte culturale della Versilia, il concetto di creazione assume spesso forme differenti. Per Filippo Di Bartola, anima e titolare del celebre ristorante Filippo, aperto da diciotto anni, il legame con la città delle grandi mostre a cielo aperto non passa attraverso vezzi estetizzanti o impiattamenti forzati. Si radica, piuttosto, nell’artigianalità pura del lavoro quotidiano: la stessa fatica devota, la medesima perizia manuale che trasforma un blocco di pietra in una scultura e la materia prima del territorio in un grande piatto.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO CON FILIPPO DI BARTOLA

Festeggiare la maggiore età professionale — diciotto anni di attività — coincide con una scelta precisa: togliere il superfluo per esaltare la sostanza. Lo spazio stesso del ristorante riflette questa ricerca di autenticità. Nato dal recupero di una storica autorimessa con annesso autolavaggio, e passato attraverso cinque anni di virtuosa convivenza con una prestigiosa galleria d’arte milanese, il locale conserva un’architettura volutamente spoglia, priva di suppellettili inutili. La cucina a vista, visibile da ogni angolazione della sala, mette a nudo il gesto dei cuochi, lasciando che gli unici veri elementi d’arredo siano i volti: quelli di chi ci lavora e quelli degli ospiti che lo abitano.

La visione gastronomica condivisa con lo chef Andrea Papa trova sintesi in una carta essenziale ed allo stesso tempo ricercata, agile e in continuo dialogo con il calendario delle stagioni. Accanto a un percorso dedicato ai classici identitari — dalle memorabili polpettine al roast beef fino al tradizionale tordello versiliese, oggi proposti anche da asporto nell’iconico formato in barattolo —, la cucina esprime una profonda vocazione marinara. Il pesce, interpretato con mano sicura e tecnica rigorosa, affianca piatti storici della tradizione costiera, come la cicala di mare, a una nuova attenzione verso il crudo, selezionato attraverso il contatto diretto con piccole cooperative di pescatori locali secondo il principio della reperibilità più stretta.

A orchestrare la sintonia della tavola è la carta dei vini, affidata alla cura di Matteo Puschi. La selezione rifugge i meri titoli blasonati per inseguire una territorialità coerente e viva: bottiglie che privilegiano produzioni artigianali, etichette pulite e vinificazioni poco interventiste, scelte per accordarsi con immediatezza alla pulizia gustativa della cucina.

La vera regia, tuttavia, si compie nell’arte dell’accoglienza. Per Filippo il ristorante è una partitura musicale, dove ogni sedia e ogni tavolo compongono una melodia differente. Per Filippo la gestione della sala sfugge a qualsiasi rigida codifica geometrica: è piuttosto uno spartito musicale dove ogni tavolo e ogni seduta rappresentano note con un peso specifico ben preciso. Non esiste una prenotazione che assegni un angolo a priori; l’assegnazione avviene solo nel momento esatto in cui l’ospite varca la soglia. Basta una stretta di mano, il tono di un saluto o il modo in cui una coppia si guarda per accendere quell’intuito psicologico affinato nel suo percorso lavorativo che si è sviluppato accanto a grandi maestri del servizio come Lorenzo Viani, l’Enoteca Marcucci o Enoteca Pinchiorri. Capire se posizionare un tavolo al centro della scena o in una nicchia più appartata non è una questione di gerarchia tra clienti, ma la capacità empatica di intercettare il desiderio e l’umore di chi si affida al ristorante per vivere la propria serata.

Dietro i fornelli si compie un paradosso felice e raro: lo chef Andrea, originario della Basilicata, autore di una delle cucine di mare più nitide e celebrate della costa versiliese, è in realtà allergico al pesce. Un limite fisiologico che si è trasformato in un rigore tecnico quasi scientifico, dove la conoscenza del prodotto marino passa attraverso la precisione delle cotture, l’equilibrio millimetrico delle sapidità e un rispetto assoluto per il pescato. Niente salse coprenti o scorciatoie visive: la freschezza delle cicale di mare e la purezza dei crudi dipendono interamente dall’alleanza quotidiana con le piccole barche dei pescatori locali. Se il mare non offre l’eccellenza richiesta, il piatto semplicemente non va in tavola, confermando una cucina che mette la verità del gusto davanti a qualsiasi convenienza di carta.

GUARDA IL VIDEO IN FORMATO ORIZZONTALE

Settembre porta in tavola l’Emilia del gusto: itinerari tra vigne, scalogno e Prosciutto di Parma DOP

Settembre apre la stagione più generosa dell’accoglienza rurale emiliana con una serie di appuntamenti corali promossi dal circuito delle Strade Vini e Sapori di Emilia. Attraverso il progetto “A Tavola con le Strade di Emilia – Emilia Wine Experience”, le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia fanno sistema per valorizzare filiere agricole identitarie, paesaggi fluviali, borghi e colline vitate, guidando visitatori ed enoturisti dentro un percorso autentico di scoperta e convivialità.

L’iniziativa, realizzata con il sostegno di Destinazione Turistica Emilia, intende connettere contesti differenti ma complementari, intrecciando sagre di antica radice contadina e grandi manifestazioni internazionali sotto il segno della qualità condivisa e dell’accoglienza.

Il primo focus del calendario è fissato dal 4 al 7 settembre in Piazza del Comune a Castelvetro Piacentino con la Sagra dello Scalogno Piacentino. La rassegna celebra l’Allium Ascalonicum, varietà botanica distinta da aglio e cipolla che rappresenta una bandiera agricola della Bassa lungo il Po. In questo scenario, la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina e la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini (ente capofila guidato dal direttore Elisabetta Virtuani) proporranno itinerari integrati tra vigne e percorsi d’acqua. La giornata cardine sarà domenica 6 settembre, con l’inaugurazione ufficiale alle 10.30 e lo scenografico show-cooking delle 11.45 curato dallo chef Daniele Persegani, affiancato dalle ricette dei ristoratori locali tra tortelli, risotti e abbinamenti con i grandi salumi piacentini.

Il testimone passerà poi a Langhirano nei fine settimana del 5-6 e 12-13 settembre in occasione del celebre Festival del Prosciutto di Parma, dove sarà protagonista la Strada del Prosciutto e dei Colli di Parma in sinergia con il Consorzio di Tutela e il Comune.

Il programma tecnico propone momenti di alta formazione sensoriale: sabato 5 settembre si terranno il convegno ONAS “Le vie per un Prosciutto di qualità” e la masterclass comparativa “Prosciutti dal Mondo e Prosciutto di Parma DOP” (ore 16.30), seguiti domenica 6 settembre dagli approfondimenti “Le tre identità del Prosciutto” (ore 10.30) e “La credenza delle meraviglie” (ore 16.30), dedicati al dialogo armonico tra stagionature, calici dei Colli di Parma e presidi territoriali.

Cena in bianco in via Tornabuoni Firenze, con Iginio Massari

Il salotto del lusso fiorentino si prepara a trasformarsi in una monumentale scenografia a cielo aperto, come riportato dal quotidiano La Nazione. Mercoledì 9 settembre 2026, via Tornabuoni e via Strozzi ospiteranno una spettacolare Cena in Bianco, promossa dalle storiche boutique dell’alta moda cittadina. Al centro della serata ci sarà uno scenografico tavolo imperiale lungo 250 metri, pronto ad accogliere oltre 400 invitati vestiti rigorosamente in total white, tra clienti internazionali, buyer, rappresentanti dell’imprenditoria e autorità istituzionali, con la presenza attesa della sindaca Sara Funaro e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

L’iniziativa, coordinata da Confcommercio con il patrocinio del Comune di Firenze e il supporto di Intesa Sanpaolo e Fideuram, celebra il connubio tra moda, alta gastronomia e identità urbana. La mise en place rifletterà la più raffinata tradizione artigianale toscana e italiana: tovaglie in candido lino, sedute coordinate, posate d’argento, calici in cristallo sfaccettato e porcellane firmate Richard Ginori.

Il percorso culinario, affidato alla maestria di Galateo Ricevimenti, renderà omaggio ai grandi sapori del territorio attraverso una successione di piatti identitari, dall’immancabile pappa al pomodoro al risotto profumato con lo zafferano purissimo di San Gimignano, fino a un sontuoso filetto di manzo glassato al Vin Santo toscano.

Il momento clou della notte porterà la firma del maestro dell’alta pasticceria italiana Iginio Massari, protagonista del gran finale con un dessert concepito in esclusiva per l’occasione e una monumentale scultura in pasta di zucchero dedicata alla bellezza monumentale di Firenze. L’evento varcherà inoltre i confini nazionali: le riprese della serata confluiranno all’interno del docufilm biografico su Massari attualmente in lavorazione a cura di una casa di produzione statunitense.

A fare da cornice all’appuntamento saranno una selezione musicale dal vivo e le vetrine illuminate delle maison di moda aperte fino a mezzanotte, trasformando per una sera il quadrilatero dell’eleganza fiorentina in un convivio sospeso nel tempo.

Il 45° Premio Masi Internazionale per Civiltà del Vino a un oncologo: il coraggio di ripensare i dogmi

In un momento storico in cui il consumo di vino è spesso al centro di semplificazioni normative e dibattiti polarizzati, la Fondazione Masi compie una scelta culturale netta e coraggiosa. Il Premio Internazionale Civiltà del Vino 2026, riconoscimento che dal 1981 celebra i protagonisti della cultura enologica mondiale, è stato assegnato a David Khayat, celebre oncologo e divulgatore francese di fama internazionale.

La decisione si inserisce perfettamente nel tema scelto per la 45ª edizione del Premio Masi, intitolata “Il coraggio della responsabilità”. In un’epoca di grandi incertezze geopolitiche e trasformazioni tecnologiche, la responsabilità diventa un dovere civile ed etico: il dovere di guardare alla complessità dei fatti senza cedere a dogmatismi, difendendo il patrimonio umano e culturale.

Figura di spicco della medicina contemporanea, già alla guida dell’Institut National du Cancer in Francia, David Khayat si è distinto a livello globale per un approccio non convenzionale alla prevenzione oncologica. Con il suo trattato controcorrente “Arrêtez de vous priver!”, il medico ha rimesso in discussione molti dei luoghi comuni che legano in modo punitivo l’alimentazione alla salute, restituendo al cibo e al vino il loro valore fondante di piacere, convivialità e misura. La motivazione della giuria riconosce proprio questo equilibrio: l’impegno per un dialogo aperto tra scienza e società, radicato nei principi della dieta mediterranea e fondato sulla consapevolezza e sulla moderazione anziché sulla proibizione cieca.

Come sottolineato da Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e vicepresidente della Fondazione, il vino appartiene all’identità profonda della nostra civiltà: se vissuto con armonia, diventa autentica espressione di benessere e qualità della vita. La visione umanistica di Khayat ribadisce come il benessere psicofisico non possa prescindere dal piacere quotidiano e dalla cultura del gusto condiviso.

L’assegnazione a Khayat illumina una rosa di premiati di altissimo profilo civile. Nel prestigioso albo d’oro della Civiltà Veneta entrano l’imprenditore Luigi Carlon, che ha regalato a Verona lo straordinario scrigno d’arte di Palazzo Maffei Casa Museo, lo scienziato Nello Cristianini, professore a Bath e voce autorevole sull’etica dell’Intelligenza Artificiale, e la Venice Gardens Foundation presieduta da Adele Re Rebaudengo, custode della fragile bellezza dei giardini storici lagunari. Il Grosso D’Oro Veneziano, tributo alla pace e al pluralismo, va invece all’organizzazione non profit Reporters Sans Frontières, guidata da Thibaut Bruttin, baluardo indispensabile per la difesa della libertà d’informazione e la sicurezza dei giornalisti nel mondo.

L’appuntamento con i protagonisti è fissato per venerdì 16 ottobre 2026 a Gargagnago di Valpolicella. La giornata si aprirà nelle cantine storiche di Masi con la simbolica firma della Botte di Amarone, per poi proseguire nel nuovo polo culturale Monteleone21, dove la cerimonia di premiazione si trasformerà in un dibattito aperto moderato dal giornalista Alessandro Milan.

Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti: 15ª edizione a BolognaFiere

Si aprono ufficialmente le vendite online per il 15° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, il più atteso appuntamento corale promosso dalla FIVI, in programma dal 21 al 23 novembre 2026 nei padiglioni di BolognaFiere. L’evento festeggia quindici anni di attività confermando il suo format distintivo: un dialogo diretto, intimo e senza filtri tra produttore e appassionato, pensato per ricreare la spontaneità dell’incontro in cantina su una scala fieristica d’eccellenza.

La kermesse vedrà la partecipazione di 1.000 vignaioli da ogni angolo della penisola, affiancati da quattro delegazioni europee aderenti a CEVI provenienti da Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovenia e la novità Svizzera, oltre alla confermata presenza degli olivicoltori artigianali riuniti nella FIOI. A dare identità visiva al traguardo dei quindici anni è il manifesto ufficiale firmato da Emiliano Ponzi, celebre illustratore e visual artist internazionale, che celebra il valore dell’artigianalità agricola, la tutela del paesaggio e il senso di accoglienza che contraddistingue la comunità FIVI.

La struttura della manifestazione si articolerà su 40.000 metri quadrati e quattro padiglioni: i padiglioni 29 e 30 saranno interamente dedicati ai banchi d’assaggio dei vignaioli, mentre i padiglioni 26 e 28 accoglieranno la ristorazione, i servizi ai visitatori e gli stand tematici, con la galleria centrale animata dallo shop ufficiale e dai partner di settore. A supporto degli acquisti diretti, confermati sia il noleggio dei consueti trolley e carrelli (1.500 unità disponibili) sia il desk dedicato alle spedizioni a domicilio.

Il calendario tecnico presenterà quattro masterclass guidate dal filo conduttore “THINK PINK. Vini e Vignaioli che costruiscono speranza”, oltre all’assegnazione del Premio Leonildo Pieropan 2026 e del riconoscimento Vignaiolo come noi, che nelle scorse edizioni ha premiato personalità come Elio, Marco Belinelli ed Enrico Brizzi.

Informazioni pratiche, orari e logistica

La manifestazione sarà aperta sabato 21 e domenica 22 novembre dalle ore 11.00 alle 19.00, e lunedì 23 novembre dalle ore 11.00 alle 17.00. I visitatori potranno accedere tramite l’Ingresso Nord (con i 5.500 posti del parcheggio Michelino) e l’Ingresso Costituzione, entrambi comodamente serviti dal trasporto pubblico e dai collegamenti con la stazione ferroviaria. Grazie alla partnership rinnovata con Trenitalia, chi viaggia sui convogli Frecciarossa con l’offerta “Speciale Eventi” potrà beneficiare di sconti fino al 75% sulla tariffa Base.

Tariffe e biglietteria (mercatodeivini.it)

Il biglietto intero giornaliero è disponibile in prevendita online a € 25,00 fino al 15 novembre (successivamente online e in fiera a € 30,00).

L’abbonamento 2 giorni costa € 40,00 in prevendita online (€ 50,00 in loco), mentre l’abbonamento 3 giorni è acquistabile online a € 60,00 (€ 70,00 in fiera).

La tariffa ridotta a € 20,00 è riservata ai soci AIS, FISAR, ONAV, AIES, ASPI, Assosommelier, Scuola Europea Sommelier, Slow Food e agli operatori del settore muniti di Partita IVA.

Gli abbonati al Bologna Football Club 1909 potranno accedere alle casse dedicate esibendo la propria tessera al costo di € 20,00 per sabato e domenica, e di € 15,00 nella giornata di lunedì.