Siamo umani o produttori di vino? Prima di tutto siamo esseri sociali, ma non social, proprio sociabili. E quante volte si sente dire che il vino ha bisogno di nuovi linguaggi. A guardarmi intorno mi sembra che i ‘nuovi’ linguaggi siano cento anni piรน vecchi di quelli giร esistenti. Influencer che annoiano ed intimoriscono piรน della proverbiale rigiditร delle all associazioni di sommelieristica tradizionale; ma insomma, di che linguaggi ha bisogno il vino per fare breccia nelle ‘nuove generazioni’? Se la vigna รจ arrivata fino a noi nel corso di seimila anni di storia รจ per il semplice fatto che ha accompagnato, in riti, il mangiare e la convivialitร . Non esiste un linguaggio diverso dalla gioia. Dalla felicitร di stare insieme e aprire una bottiglia di vino, di bere 2/3/4 calici e gettare quella maschera di rigiditร . Il vino รจ semplicitร รจ lasciarsi andare. Forse, il calo strutturale dei consumi, specialmente dei rossi, dipende proprio da questo, sarร che la nostra societร grossolanamente intesa come esseri contemporanei ha sempre piรน difficoltร a lasciarsi andare ed essere se stessa? Da qui la domanda, semicitazione da una canzone dei The Killers che a sua volta รจ una citazione dallo scrittore americano Hunter S. Thompson: siamo umani o produttori di vino?
Lo spettacolo alla Leopolda di Firenze
Andato in scena il 18 e il 19 gennaio 2025 la manifestazione di presentazione del catalogo dell’impero dei vignaioli uniti sotto il vessillo di Proposta Vini, storica distribuzione di Pergine Valsugana (TN) ha mostrato il lato umano del mondo del vino, prima che dell’indubbia qualitร nel calice. Esseri umani prima di produttori di vino, amici ed amiche che hanno saputo impostare il vino come perno della convivialitร . Sono stati richiamati appassionati, professionisti, operatori e ristoratori alla scoperta di una selezione di aziende piccole e medie, ognuna che racconta una storia del tutto personale caratterizzata da un crescente umanesimo che lega la visione imprenditoriale, indissolubilmente, con l’amore verso la terra. La terra viva, quella fatta di fango, vermi, microrganismi, zolle e argille, insomma il corpo materico della nostra Madre Natura.
Proposta Vini con le sue 3.500 etichette di vino e 350 referenze di liquori in catalogo percorre un viaggio lungo l’Italia del vino. Nata nel settembre del 1984, fondata in Trentino da Gianpaolo Girardi, con l’innovativa idea di creare un’azienda di distribuzione pura in grado di creare un filo diretto tra i vignaioli e il canale Horeca. Il cuore dell’attivitร si concentra sulla consegna in groupage, senza vendite dirette al cliente privato e senza limiti minimi di acquisto. Le referenze in catalogo sono piรน di 3.500 per 410 cantine (253 produttori italiani e 157 stranieri) e 90 produttori di spirits, e il fatturato del 2023 ha sfiorato i 28 milioni di euro, con oltre 2,8 milioni di bottiglie.
Le Etichette, le Cantine e gli esseri umani che mi hanno colpito a Proposta Vini 2025
Iniziamo dalle Marche, come diceva Federico II di Svevia.
BISCI A MATELICA, UN VERDICCHIO IMPERIALE
Ho assaggiato diverse etichette di questa azienda, Bisci di Matelica tra bollicine charmat, Merlot, Sangiovese e ovviamente sua maestร dei vini bianchi il Verdicchio. Ne ho apprezzato la pulizia, la chiarezza e l’affilatura del gusto: vini puliti ed incisivi come una stoccata di fioretto. Dissetanti e raffinati.
Un metodo Martinotti o Charmat, considerato spesso il ‘fratello minore’ del Metodo Classico. In questo caso ne ho apprezzato la pienezza e la semplicitร senza rinunciare al fascino.
Verdicchio di ‘Materica’ 2023 con bottiglie numerate per aggiungere prestigio. Ne ho apprezzato proprio la matericitร , ovvero il trasformare quel sentore leggermente metallico in una vellutata viscositร al palato.
Verdicchio Riserva ‘Vigneto Fogliano’ , entrando nell’Olimpo dei grandi bianchi italiani. Vibra e non stanca, intriga e chiama ad un altro sorso. Fa venire sete ed allo stesso tempo disseta. Un vino teso tra contrasti, del salato e dell’asciutto del pieno e del vuoto.
Il Merlot di Bisci รจ nudo. Senza lignee sovrastutture. Leggero, forse un po’ troppo. Perde quella chiave di spezie, pepe in grani per acquisire freschezza e gentilezza.
COSSIGNANI IL METODO CLASSICO DEL PICENO A MASSIGNANO
Ma che stile! Dalla grafica delle etichette con quel serpente che proprio mi affascina alla qualitร di queste bollicine Metodo Classico da uve tipicamente locali, come il Pecorino, da regioni limitrofe, come il Sangiovese e internazionali, come lo Chardonnay.
Un Sangiovese spumantizzato nelle Marche? Quanti Dogmi fa cadere, quanti passi in avanti possiamo fare. Quanto รจ duttile quest’uva, quanto cambiamento climatico. Che bollicina d’avanguardia.
Il Pecorino Metodo Classico รจ il simbolo dell’azienda.
LA STAFFA A STAFFOLO, UN’ANCONA ANCESTRALE NEL CUORE DEL VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI
Un Verdicchio con un metodo ancestrale petnat
Il termine “petnat” รจ l’abbreviazione di “pรฉtillant naturel”, una tipologia di vino spumante naturale ottenuta con il metodo ancestrale. Questo processo consiste nel:
- Fermentazione interrotta: Il vino viene imbottigliato prima che la fermentazione primaria sia completata, con gli zuccheri ancora presenti.
- Fermentazione in bottiglia: La fermentazione riprende in bottiglia, producendo anidride carbonica in modo naturale, senza aggiunta di zuccheri o lieviti esterni.
- Caratteristiche finali: Il vino presenta bollicine delicate, una leggera torbiditร dovuta ai lieviti naturali e un profilo aromatico fresco e autentico.
I petnat si distinguono per la loro autenticitร , la produzione artigianale e un approccio piรน “rustico” rispetto ai metodi classici come lo Champagne. Sono spesso non filtrati e possono essere chiusi con tappi a corona.
MAURIZIO CECI – AZIENDA VINICOLA VIGNAMATO A jESI

Andiamo col Verdicchio dei Castelli di Jesi, quello profumato. Quella primavera che esplode tutto l’anno. Ecco, si, ecco il bello del vino: un vino รจ una primavera tutto l’anno.
Castello di Jesi Verdicchio Riserva Classico
SANTADI IL CUORE DEL CARIGNANO DEL SULCIS NELLA PUNTA SUD DELLA SARDEGNA

Santadi รจ sinonimo di storia enologica dell’isola recondita, la Sardegna. La cantina sociale che unisce i coltivatori di un’uva autoctona fiera ed antichissima, il Carignano del Sulcis, che รจ anche il toponimo di questa parte dell’isola che di preciso si affaccia davanti a Carlo Forte. Una realtร di spessore, in termini qualitativi e quantitativi, che ha una forte intuizione: quella di legare indissolubilmente l’identitร del territorio con quella del vino. Un’intuizione nata dal genio di Giacomo Tachis, l’enologo del millennio, che insieme ad Antonello Pilloni, storico manager della cantina, hanno costruito il mito di alcuni vini rossi e domato un vitigno di mare come il Carignano. Oggi Marketing manager รจ Massimo Podda, uomo dalla lunga e brillante carriera nel mondo del beverage e sta alle sue sapienti mani internazionalizzare questo brand. Santadi รจ il territorio, unico, selvaggio, vero, tra siti prenuragici e il mare violento, le vigne ad alberello ultracentenarie e il gusto selvaggio degli spazi immensi.
Rocca Rubia Riserva 2020 la mano di Tachis, il carattere dell’isola.
Il Solais Grand Cuveรฉ Metodo Classico

VINI TONELLO LA SUPREMAZIA DEL LESSINI DURELLO
Ma ci siete mai stati in Lessinia? Sui Monti Lessini, sopra Verona? Sotto un cielo plumbeo e celeste del Veneto agricolo del nord est. Nei pressi del Castello di Soave, tra echi shakespeariani e una favola di vigneti scoscesi e suoli vulcanici. Qui un’uva ribelle nasce, cresce e vinifica: la Durella acida come il limone, con proprietร curative uniche di cui i romani avevano ampia coscienza. Ecco, pensate che gli appassionati cercano nello champagne proprio quelle note citriche ed acide che lo Chardonnay o il Pinot Gris raggiungono dopo le maturazioni e i passaggi di cantina, nel Lessini Durello questa aciditร รจ propria dell’uvaggio. Potremmo proprio dire un’aciditร ontologica.
Marachelle Tonello! L’uva Durella nella sua aciditร contenuta, invita a bere e ribere.
PODERE GUALANDI UNA TOSCANA STORICA E LA RISCOPERTA DEL FOGLIA TONDA
Tra gli altri produttori incontrati a Proposta Vini, incontro Guido Gualandi, dell’omonimo podere che ha l’azienda vicino a San Casciano (Fi). Trovo tra le sue etichette alcune perle tra unicitร e storia della meravigliosa Toscana. Prima del Sangiovese, agli angoli remoti di questa vicenda vitivinicola chiamata ‘Rinascimento del vino toscano‘ si trova un vitigno autoctono che, come tanti altri per tutto lo Stivale, rischiava d’andar perduto: il Foglia Tonda. Guido Gualandi ha dedicato la sua attivitร di vignaiolo e produttore a far rifiorire proprio questa uva a bacca rossa, nata spontaneamente nelle meravigliose colline fiorentine e senesi. Ma non contento, il Gualandi si รจ dedicato anche a produrre un vino bianco con l’esatta ricetta di Plinio il Vecchio; avete capito lettori ed amici appassionati di vino? Un’etichetta esattamente realizzata come al tempo dei romani.

VINVM BIANCO, BIANCO TOSCANO I.G.T. il vino fatto come Plinio il Vecchio indica nei suoi scritti. Torbido e ricco di fascino. Un unicum che vale la pena assaggiare, se ne trovano solo 300 bottiglie.
Le Tre Sorelle, un rosato ottenuto dal Foglia Tonda รจ il vino che voglio bere durante l’estate.
Foglia Tonda 2015 i 10 anni di un’impresa.
ED INFINE I TREND DEL 2025
ย
Secondo Gianpaolo Girardi, fondatore dellโazienda, nel 2025 proseguirร il momento di sofferenza delloย Champagne, mentre gliย spumanti italianiย proseguiranno la loro crescita, grazie a una maggior diffusione della tendenza ad accompagnare questa tipologia di prodotto a tutto il pasto. A beneficiare di questo trend positivo non saranno solo le aziende delle aree piรน famose e storicamente piรน vocate ma anche realtร piรน piccole ed emergenti dislocate lungo tutto lo stivale, grazie a una maggiore attenzione alle diverse espressioni della spumantistica prodotta con uve italiane.
ย
Sul fronte deiย viniย fermi, nel 2025 il segmento deiย viniย bianchiย terrร bene, in particolare tutte quelle etichette che esprimono al meglio lโidentitร e la tipicitร del territorio di produzione, mentre iย grandi rossiย come Supertuscan, bordolesi e amaroni registreranno, come giร avvenuto nel 2024, un calo consistente dovuto non solo ai prezzi, ma anche a un cambiamento delle abitudini dei consumatori che prediligono per i loro momenti di convivialitร prodotti meno corposi e strutturati. Sul fronte deiย rosatiย non si registreranno grandi novitร , mentre si assiste a una sempre maggior attenzione da parte dei consumatori verso iย viniย naturali.
ย
Il mondo degliย spiritsย secondo Antonio Beneforti esperto selezionatore diย Propostaย Spirits โ divisione diย Propostaย Viniย dedicata ai distillati e liquori che nel 2024 ha visto incrementare le vendite del 40% โ nel 2025 si sta facendo sempre piรน largo in settori come la ristorazione e le enoteche dove si assiste a una crescente voglia di sperimentazione e di innovazione che coinvolge i distillati, proposti per stupire sempre piรน la clientela.
ย
Ilย ginย continuerร a essere uno dei protagonisti nel nostro Paese, con un aumento dei consumi che va in controtendenza rispetto al resto del mondo dove si registra invece una contrazione delle vendite a causa di una saturazione del mercato. Gliย amari, di cui lโItalia vanta una ricca produzione e tradizione, stanno vivendo un periodo di crescita straordinaria, grazie a uno slancio sia nella ristorazione sia nella mixology, dove sono diventati un ingrediente perfetto per la preparazione di drink e cocktail anche allโora dellโaperitivo.
ย
Ilย whiskyย si sta facendo strada tra i piรน giovani, anche nel nostro Paese dove il percorso di affermazione รจ piรน lento rispetto ad altri paesi a causa delle diverse abitudini di consumo. Altro trend che si sta registrando nel Regno Unito, e che arriverร anche in Italia, รจ una crescita imprevista e importante di consumatrici donne che snatura cosรฌ lโimmagine che questo distillato sia dedicato quasi solo esclusivamente a gentlemen di mezza etร . Anche ilย rumย torna a essere molto apprezzato e valutato soprattutto per la sua qualitร : non si cercano solo i grandi marchi ma anche nuove realtร che raccontino in modo piรน personale la propria storia e le proprie peculiaritร produttive.
Grande scommessa non tanto del 2025 quanto del 2026 sarร ilย vermouth: il vino fortificato diventerร sempre piรน attraente in quanto โcrossoverโ tra liquoristica ed enologia. Nella sua produzione si tenderร sempre piรน a valorizzare il vitigno base in modo che le sue note e il suo carattere non si annullino ma al contrario emergano.
ย
Un trend trasversale che sta guadagnando sempre piรน slancio รจ quello dellaย sostenibilitร : lโattenzione allโambiente e alla sua salvaguardia sta diventando sempre piรน capillare nel mondo degli spirits, con un numero via via crescente di produttori che abbracciano un approccio โcarbon freeโ oltre ad atteggiamenti etici con un ritorno sociale. Un trend che tocca da vicino anche il nostro Paese, dove non mancano esempi di produttori che stanno facendo scelte consapevoli per ridurre l’impatto negativo sull’ambiente.



































