Si è aperta ufficialmente la seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso, in programma a Vercelli fino a domenica 13 settembre 2026. Un appuntamento cruciale per il comparto agroalimentare italiano, segnato dalla presenza della Premier Giorgia Meloni, del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
Al centro del dibattito istituzionale e di settore sono emersi i grandi nodi irrisolti della risicoltura italiana: la concorrenza sleale dei Paesi del Sud-Est asiatico, l’esigenza di reciprocità nelle regole di mercato e la vulnerabilità della rete idrica e irrigua, oggi fortemente sottodimensionata.

Le sfide del comparto: concorrenza sleale e infrastrutture idriche
Il settore risicolo italiano, eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, si trova a competere in mercati globali in cui vigono standard agronomici, fitosanitari, ambientali e sociali ben diversi da quelli europei.
Presente all’inaugurazione per Legacoop Agroalimentare, il referente del settore risicolo Andrea Baltera Bocchione ha sottolineato la continuità di queste battaglie con le proposte già presentate al Tavolo Riso tenutosi a fine luglio presso il Ministero dell’Agricoltura:
«Ritroviamo qui, a Vercelli, gli stessi temi che come Legacoop Agroalimentare avevamo posto con forza al Tavolo Riso di fine luglio. La rete irrigua resta sottodimensionata rispetto alle esigenze produttive attuali, e sentire ribadito dalle istituzioni l’impegno su dighe e Canale Cavour è un segnale importante, che ora dovrà tradursi in interventi concreti e programmati».

Filiera 100% italiana ed etichettatura trasparente
Per tutelare la qualità del riso Made in Italy e difendere il reddito degli agricoltori, Legacoop Agroalimentare indica due leve strategiche prioritarie:
- Rafforzamento dei contratti di filiera: uno strumento fondamentale per garantire stabilità ed equità nei rapporti economici lungo tutta la catena del valore.
- Sistemi di etichettatura e certificazione chiari: soluzioni capaci di rendere subito riconoscibile al consumatore il riso la cui intera filiera — produzione, lavorazione e confezionamento — sia avvenuta interamente sul territorio nazionale.
«La qualità del nostro riso non si difende solo a parole», ha ribadito Baltera Bocchione. «Serve reciprocità reale nelle regole della concorrenza internazionale, perché non è accettabile che prodotti ottenuti con standard diversi da quelli europei possano competere alla pari con il riso italiano sugli stessi mercati».
Promozione e futuro per la risicoltura italiana
Il Festival Risò di Vercelli si conferma dunque una vetrina internazionale fondamentale non solo per celebrare l’eccellenza gastronomica, ma anche per accendere i riflettori sulle necessità strutturali dell’agricoltura italiana. Legacoop Agroalimentare ha espresso apprezzamento per l’impegno delle istituzioni nella promozione del settore, auspicando che l’attenzione mediatica e politica di questi giorni porti a interventi rapidi e concreti per il rilancio definitivo della risicoltura italiana.




















