Il podio parla decisamente altoatesino. Nell’ambito dell’ottava edizione del Concorso del Sauvignon Blanc d’Italia, svoltasi a Penone e con i vini premiati presso la Cantina nella Roccia del Centro di Sperimentazione Laimburg, il titolo di miglior Sauvignon dell’annata 2024 è stato assegnato al Quintessenz Sauvignon Alto Adige DOC della Cantina Kaltern (Caldaro).
Una supremazia territoriale netta e confermata anche dai gradini immediatamente successivi del podio: il secondo posto è andato infatti alla Tenuta Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof di Niclara con il suo Turmhof Sauvignon Alto Adige DOC, mentre la medaglia di bronzo è stata conquistata da Castelfeder con il Raif Sauvignon Vigneti delle Dolomiti IGT.
Un dominio che va oltre il podio
Nonostante la concorrenza agguerrita proveniente da altre sei regioni vitivinicole italiane, i produttori altoatesini si sono confermati assoluti protagonisti della competizione. Tra i dieci migliori vini del concorso, ben nove provengono dall’Alto Adige. Un risultato d’eccellenza favorito, come sottolineato dal presidente del Comitato organizzatore Andreas Kofler, anche da un’annata 2024 relativamente fresca che ha esaltato le caratteristiche del vitigno.
Anche Peter Dipoli, vicepresidente del Comitato, ha evidenziato l’evoluzione stilistica dei vini in gara: «Con grande piacere abbiamo constatato che la “classica” espressione, caratterizzata da note vegetali, è ormai sempre più rara e viene sostituita da una nuova, con note mature di frutta a polpa gialla».
Una giuria d’eccellenza per 85 etichette in gara
Le 85 etichette iscritte al concorso sono state valutate presso la casa sociale di Penone da una rinnovata giuria composta da dodici membri di altissimo livello — tra enologi, esperti del settore e giornalisti provenienti da tutta Italia —, che ha conferito basi ancora più solide e autorevoli alla manifestazione.
Un successo accolto con grande orgoglio da Andreas Kofler, anche nella sua veste di presidente del Consorzio Vini Alto Adige: «Il fatto che i nostri produttori riescano sempre a imporsi […] dimostra non solo il grande know-how che possediamo in vigna e in cantina, ma anche quanta esperienza, passione e dedizione ci siano dietro ai nostri vini».





















