Presentato a Ischia il progetto Volcanic Sea Cellar di Jamin UWW. Champagne, Biancolella e Aglianico affinano nel silenzio del mare, tra fondali vulcanici e innovazione tecnologica per il mercato luxury.
L’oscuritร profonda del fondale marino si sostituisce alla penombra protettiva della bottaia. Il silenzio รจ rotto solo dal movimento perpetuo delle correnti, mentre la pressione e l’energia di una terra vulcanica cullano il riposo di bottiglie destinate all’eccellenza. Da Portofino a Ischia, il mare diventa la nuova frontiera dell’affinamento enologico: un progetto che unisce ricerca scientifica, viticoltura identitaria e un posizionamento di lusso, trasformando il vino in un’esperienza liquida dal fascino quasi cinematografico.
Presentato lo scorso 25 settembre 2026, il progetto Jamin UWW Ischia – Volcanic Sea Cellar segna un nuovo, affascinante capitolo nella storia dell’enologia sperimentale. Guidata dal sommelier Marco Starace, profondo conoscitore del panorama ischitano, l’iniziativa trasforma i fondali dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” in una vera e propria piattaforma di affinamento subacqueo.
L’operazione nasce dalla sinergia con Jamin UnderWaterWines, eccellenza nata a Portofino nel 2015 e oggi leader (non come semplice cantina, ma come vera e propria Societร Benefit tecnologica) nello sviluppo di protocolli scientifici per l’invecchiamento in mare, supportata da enti di ricerca del calibro dell’Universitร di Genova e dell’Universitร di Firenze (DAGRI).
Il Regno di Nettuno: una cantina scolpita dall’acqua e dal vulcano
Dimenticate gli scaffali in legno e le temperature controllate dai climatizzatori. Le bottiglie selezionate vengono calate negli abissi all’interno di Smart Cage, strutture ingegneristiche avanzate progettate per resistere e interagire con l’ambiente marino.
Qui, a decine di metri di profonditร , si crea un ecosistema di affinamento irriproducibile sulla terraferma. L’assenza totale di luce (che preserva il colore e previene l’ossidazione fotochimica), la temperatura costante, la pressione esterna che sigilla il tappo e il micro-massaggio continuo delle correnti marine accompagnano il vino in una maturazione lentissima e straordinaria. A Ischia, questo scenario assume contorni ancora piรน unici grazie alla natura vulcanica dei fondali: un’energia latente che conferisce al progetto un valore di studio senza precedenti sulle evoluzioni organolettiche dei liquidi.
I protagonisti nel calice: dallo Champagne alla Biancolella
Il ciclo di affinamento, che varia dai sei ai diciotto mesi, non รจ riservato a un’unica etichetta, ma si propone come un banco di prova comparativo per terroir e identitร diametralmente opposte, accomunate dall’altissima qualitร .
Nelle gabbie sottomarine riposano bollicine internazionali e grandi rossi strutturati, accanto ai tesori autoctoni dell’isola. La selezione include:
- Lo Champagne UnderWater -52 Cloe Marie Kottakhs, per testare l’evoluzione del Pinot Nero spumantizzato.
- Lo Chardonnay umbro di Feudi Spada.
- L’Aglianico irpino (Campi Taurasini DOC) della cantina La Molara.
- I vitigni storici ischitani: la Biancolella (con le interpretazioni “Ischia Biancolella” di Tommasone e “Kalimera” di Cenatiempo) e un focus dedicato alla Forastera.
Ogni singola bottiglia ripescata non sarร solo un prodotto di lusso, ma un vero e proprio documento storico. Sarร infatti dotata di un passaporto digitale che ne garantirร la tracciabilitร assoluta, raccontandone l’origine, l’identitร del produttore e l’intero percorso di affinamento tra le onde.
L’asse dell’eccellenza: il lifestyle tra Portofino e Ischia
L’incontro tra Portofino e Ischia non รจ casuale. Si tratta di due capitali assolute del Mediterraneo, accomunate da un posizionamento internazionale legato all’ospitalitร premium, all’eleganza senza tempo e a quel lifestyle italiano che il mondo ci invidia.
In questo contesto, il vino subacqueo cessa di essere una semplice bizzarria tecnica per diventare uno status symbol e uno strumento di valorizzazione territoriale. ร l’incontro perfetto tra l’estetica sofisticata e il rigore scientifico, capace di regalare all’alta ristorazione e ai collezionisti un sorso di profonda, abissale meraviglia.


























