Dal 26 settembre al 4 ottobre 2026, Firenze ospita la 34ª Biennale dell’Antiquariato. 80 gallerie, capolavori da Canaletto a Fontana e uno speciale accordo di sconti incrociati con i Musei Civici Fiorentini.
Firenze – Ci sono eventi capaci di fermare il tempo e altri in grado di dilatarlo, offrendo prospettive nuove su ciò che credevamo di conoscere già. Dal 26 settembre al 4 ottobre 2026 (con un’esclusiva anteprima il 24 settembre), le sfarzose sale barocche di Palazzo Corsini tornano a essere il crocevia mondiale del collezionismo con la 34ª edizione della BIAF – Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze.
La più grande e antica mostra-mercato dedicata all’arte italiana scommette quest’anno sul tema del “futuro del classico”. L’obiettivo è trasformare la città in una vera e propria week internazionale dell’arte, capace di richiamare appassionati, grandi collezionisti e istituzioni museali da ogni angolo del globo.
Da Canaletto alle avanguardie: 80 gallerie per una narrazione plurale
Sotto la direzione del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli, la BIAF 2026 orchestra un dialogo visivo che attraversa secoli di creatività. Nelle stanze affacciate sull’Arno troveranno spazio le selezioni curatissime di circa 80 tra le migliori gallerie e antiquari del mondo.
Il percorso espositivo è un viaggio vertiginoso che spazia dalla pittura degli Old Master alla scultura lignea, dalle arti decorative fino alla dirompente modernità del Novecento. Non è raro, passeggiando per i corridoi di Palazzo Corsini, incontrare nella stessa giornata il genio vedutista di Canaletto o i chiaroscuri del Guercino, per poi passare all’eleganza di Andrea della Robbia e ai pastelli di Rosalba Carriera, fino ad arrivare alle inquietudini metafisiche di Alberto Savinio e ai tagli spaziali di Lucio Fontana. Un palcoscenico dove l’alto artigianato incontra il capolavoro assoluto.
Le voci del mercato: le interviste ai protagonisti
Ma cosa significa oggi investire nell’antiquariato? Come sta cambiando il gusto dei collezionisti? Lo abbiamo chiesto direttamente a due dei professionisti presenti nelle sale di Palazzo Corsini.
Attilio Zicchetto (Attilio Zicchetto Antiquario, San Vito di Altivole – TV), specializzato nel Settecento veneziano, rappresenta la memoria storica e la passione viscerale per questo settore. Zicchetto, da quanto tempo fa questo mestiere e perché crede ancora così tanto nel settore? «Ci mancherebbe, sono 45 anni che lo faccio. Io dico sempre che sono nato dentro un cassettone perché sono figlio d’arte. È un lavoro, ma è soprattutto un hobby… è una passione assoluta». Come è cambiato il mondo dell’antiquariato rispetto al passato? «È cambiata la maniera di approcciarsi. Una volta ci si avvicinava per arredare un intero ambiente. Oggi la gente si avvicina per possedere qualcosa di particolare, il pezzo unico». Cosa avete portato in esposizione quest’anno alla BIAF? «Mobili veneziani laccati del ‘700. Sono oggetti rari, legati a una moda nata nel Settecento, un po’ proveniente dalla Cina… C’era una grande voglia di Cina allora, esattamente come c’è oggi».
Se il mobile settecentesco rappresenta l’unicità, la pittura detiene il primato delle quotazioni internazionali, come ci spiega Silvia Boschetti (Milani Antichità, Padova). Di cosa vi occupate e quali capolavori presentate oggi a Firenze? «Ci occupiamo di pittura e mobili antichi, con una specializzazione nella pittura veneziana dal ‘600 all’800. Qui alla BIAF presentiamo pezzi rarissimi: due bellissime vedute di Venezia firmate e datate 1886 da Luigi Querena. Si tratta di capolavori storici, opere di un pittore dell’Ottocento che ha sviluppato il suo lavoro partendo dal progetto iniziale del Canaletto. Sono state pubblicate con scheda dell’esperta, la professoressa Bozzena». Perché un collezionista dovrebbe investire in questo momento storico? «È un momento in cui bisogna investire nell’antiquariato perché i prezzi sono scesi, soprattutto sul mobilio. Sulla pittura, invece, il prezzo tiene ancora molto bene, in particolar modo per quanto riguarda le vedute di Venezia, che restano i pezzi più ricercati al mondo in assoluto, anche nelle case d’asta».
L’arte condivisa: le agevolazioni incrociate con i Musei Civici Fiorentini
La vera forza di questa 34ª edizione risiede nella sua capacità di fare rete con il tessuto urbano. La BIAF non si chiude a palazzo, ma dialoga con la città. Proprio per incentivare un turismo culturale immersivo e prolungato, è stato siglato un prezioso accordo di reciprocità con i Musei Civici Fiorentini, valido per tutta la durata della mostra (26 settembre – 4 ottobre).
Un’iniziativa concreta per far respirare l’arte a 360 gradi, strutturata su un sistema di scontistica reciproca:
Per i visitatori della BIAF: Esibendo il biglietto d’ingresso della Biennale, sarà possibile accedere ai tesori civici fiorentini con le seguenti tariffe ridotte:
- Palazzo Vecchio: € 12,00
- Torre d’Arnolfo: € 13,00
- Cappella Brancacci: € 10,00
- Fondazione Romano: € 5,00
- Museo Stefano Bardini: € 7,00
- Museo Novecento: € 9,00
- Forte di Belvedere: € 5,00
- Museo di Santa Maria Novella: € 5,00
Per i visitatori dei Musei Civici: Allo stesso modo, chiunque si presenterà a Palazzo Corsini esibendo un biglietto d’ingresso a uno dei musei sopra elencati, avrà diritto a un biglietto ridotto a € 10,00 per accedere e visitare la Biennale Internazionale dell’Antiquariato.
Una strategia intelligente che trasforma Firenze in un unico, grande museo diffuso, dove la storia, il mercato dell’arte e le istituzioni pubbliche lavorano insieme per celebrare la grande bellezza italiana.


























