Da Terra Madre 2026 l’annuncio: la castanicoltura tradizionale รจ il nuovo Presidio Slow Food. Un viaggio tra biodiversitร , gastronomia e tutela del paesaggio montano, in attesa di Castanea Expo a Firenze.
Non si tratta di tutelare un semplice frutto, ma di salvare un intero ecosistema e la cultura secolare che lo abita. Insieme a vite, olivo e grano, il castagno รจ una delle grandi “piante di civiltร ” italiane. Oggi, per proteggere le Terre Alte dall’abbandono e dalle mire dell’agricoltura intensiva di pianura, nasce ufficialmente il Presidio Slow Food della castanicoltura tradizionale, un progetto che unisce l’Italia dalla Valle d’Aosta alla Sicilia e che a dicembre 2026 vedrร la sua celebrazione a Firenze Fiera.
Ci sono paesaggi italiani che sembrano esistere da sempre, ma che in realtร sono il frutto di un’alleanza millenaria tra l’uomo e la natura. Il bosco di castagni, con le sue luci filtrate, i suoi muretti a secco e i tappeti di foglie dorate, non รจ una selva spontanea, ma un vero e proprio sistema agrosilvopastorale.
Per secoli, il castagno รจ stato l’“Albero del Pane”: la principale fonte di sostentamento, calore e architettura rurale per generazioni di montanari. Oggi, questo patrimonio inestimabile รจ sotto attacco, minacciato dall’abbandono delle aree interne e dalle mire di un’industria agricola che vorrebbe trasformare la castanicoltura in una fredda e redditizia coltura intensiva di pianura. In risposta a questa deriva, dal palcoscenico di Terra Madre Salone del Gusto a Torino, arriva un annuncio vitale: la nascita del Presidio Slow Food della castanicoltura tradizionale.
Molto piรน di un bosco: la tutela della civiltร montana
L’obiettivo di questo Presidio, sostenuto da Italyscape, non รจ solo la promozione della Castanea sativa e dei suoi straordinari ecotipi locali, ma la difesa di una precisa visione del mondo. Un castagneto ben curato รจ un presidio idrogeologico che protegge le montagne da frane e incendi, custodendo al tempo stesso saperi antichi come gli innesti, le potature e le lente essiccature nei seccatoi di pietra.
“Il Presidio rappresenta un tassello importante della nostra visione per le Terre Alte, luoghi capaci di produrre futuro” โ ha affermato Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia. “Il valore del progetto sta nel ricomporre una filiera che unisce castanicoltori, trasformatori, mugnai e cuochi, riportando la castanicoltura a essere produzione, cultura, paesaggio ed economia”.
L’eccellenza in cucina: dalla farina ai grandi abbinamenti
Sotto il profilo gastronomico, la castagna รจ un ingrediente di una modernitร sorprendente. Ricca di fibre, proteine e sali minerali, la sua versatilitร in cucina asseconda perfettamente la tendenza contemporanea verso il comfort food d’autore e l’alimentazione consapevole.
Non parliamo solo del fascino antico delle caldarroste o dei marroni canditi. Le castagne, trasformate in farine impalpabili, diventano la base per paste fresche, pani rustici dal sapore profondo, dolci tradizionali come il castagnaccio (da abbinare a una ricotta freschissima e a un filo di olio EVO) o confetture che accompagnano magistralmente i grandi formaggi stagionati italiani o le carni di selvaggina.
L’alleanza tra uomo e natura in mostra a Firenze
I primi produttori ad aderire al Presidio sono una decina, sparsi tra Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. Come ricorda Rosaria Olevano, responsabile Slow Food del progetto, “Il castagno ha bisogno dell’uomo per vivere. Abbandonarlo significa lasciare che altre essenze forestali si riprendano lo spazio. Va nutrito, accudito e custodito”.
Questa rete di custodi del paesaggio e del gusto farร presto tappa in Toscana. I produttori del nuovo Presidio saranno infatti i grandi protagonisti della prossima edizione di Castanea Expo, l’evento dedicato all’universo castanicolo che si terrร a Firenze Fiera dallโ11 al 13 dicembre 2026. Un appuntamento imperdibile per scoprire come le radici piรน antiche della nostra agricoltura possano diventare la ricetta per il futuro del cibo e dell’ambiente.


























