Al 43° Concorso nazionale Alambicco d’Oro ANAG, la Grappa del Trentino conquista 26 riconoscimenti su 127. Un risultato storico che premia una filiera da 2,5 milioni di bottiglie l’anno.
Asti – La Grappa del Trentino IG consolida la propria posizione di vertice nel panorama nazionale dei grandi distillati. Durante la cerimonia di premiazione del 43° Concorso nazionale Alambicco d’Oro ANAG, andata in scena presso la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, le produzioni trentine hanno incassato un risultato di assoluto rilievo, confermando un’eccellenza qualitativa costante e riconoscibile.
I numeri del trionfo: il Trentino domina insieme al Piemonte
Il concorso, promosso da ANAG (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquaviti), ha visto un’attenta e qualificata giuria selezionare e premiare 127 prodotti da tutta Italia. In questa ristretta élite, le distillerie della sola provincia di Trento hanno conquistato ben 26 riconoscimenti, incidendo per il 20,47% sul totale del medagliere e piazzandosi al secondo posto su scala nazionale, subito dietro i padroni di casa del Piemonte.
Un dato su tutti fotografa l’attuale geografia dell’eccellenza dei distillati in Italia: Trentino e Piemonte insieme hanno raccolto 72 premi su 127, rappresentando da sole circa il 57% di tutti i riconoscimenti assegnati. Non si tratta di una semplice statistica, ma della dimostrazione tangibile di una capacità produttiva in grado di coniugare grandi volumi ed elevatissima qualità.
Un prodotto identitario tra tradizione e mercato
“Il risultato ottenuto oggi ad Asti è motivo di grande orgoglio per tutto il comparto” ha commentato Alessandro Marzadro, Presidente dell’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino. “Conferma la forza di una filiera capace di custodire la tradizione, ma al tempo stesso di interpretare con autorevolezza le aspettative del mercato contemporaneo. La Grappa del Trentino IG è in questo senso un esempio di prodotto identitario, un’espressione autentica delle nostre materie prime e, insieme, di una cultura produttiva che merita di essere raccontata e valorizzata”.

La cerimonia ha offerto anche lo spunto per ribadire il profondo valore culturale della grappa, legata a doppio filo con le radici della cucina italiana e i territori di origine.
Un motore economico da 2,5 milioni di bottiglie
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino, fondato nel 1960 e contraddistinto dal celebre marchio del tridente con la scritta “Trentino Grappa”, raggruppa oggi 24 soci che coprono la quasi totalità della produzione provinciale. La regola d’oro è ferrea: il distillato deve essere ottenuto esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino.
Oltre al prestigio, c’è un solido tessuto economico: ogni anno in provincia si distillano circa 130mila quintali di vinaccia, traducendosi in circa 7.500 ettanidri di grappa (pari al 10% del totale nazionale). Un volume che immette sul mercato 2,5 milioni di bottiglie, divise tra grappe da uve bianche e aromatiche (che dominano con il 60% della produzione) e quelle da uve a bacca rossa (40%). Un comparto vitale per l’economia locale, che oggi ad Asti ha trovato la sua definitiva consacrazione.

















