La vendemmia 2026 nell’areale del Montecucco DOC e DOCG regala uve sanissime e di alta qualità, superando la siccità estiva. Calo produttivo del 10-15%, ma imbottigliamenti in crescita dell’11%
Poggi del Sasso (GR) – Nel pieno dell’estate, mentre le ripetute ondate di calore facevano scattare l’allarme nei vigneti di mezza Italia, l’areale del Montecucco DOC e DOCG ha dimostrato una straordinaria resilienza. La stagione produttiva 2026 si avvia ormai alla conclusione portando in cantina uve sanissime e di qualità eccellente, confermando le previsioni ottimistiche dei mesi scorsi, come riporta il Consorzio di tutela.
Tra le pendici del Monte Amiata e la Maremma Toscana, la raccolta ha registrato un anticipo di circa 15 giorni e una riduzione media dei volumi compresa tra il 10% e il 15% rispetto all’annata 2025. Un calo fisiologico che però non intacca l’entusiasmo dei produttori dei sette comuni della denominazione (Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Civitella Paganico, Arcidosso, Roccalbegna e Campagnatico).
Il clima: l’importanza cruciale delle riserve idriche
L’andamento stagionale ha messo a dura prova le vigne. A fare la differenza sono state le abbondanti piogge dell’inverno e della primavera, che hanno creato nel sottosuolo importanti riserve idriche. Queste scorte naturali si sono rivelate provvidenziali quando l’estate ha mostrato il suo volto più duro: da inizio giugno al 20 agosto non si sono registrate precipitazioni (con un deficit stimato di 80-100 millimetri) e si sono susseguite ben cinque ondate di calore, con picchi di 37-38°C.
Il caldo estremo ha accelerato il ciclo della vite, ma le piogge arrivate tra fine agosto e inizio settembre hanno permesso di completare in modo ideale la maturazione fenolica, regalando grappoli integri e un equilibrio dei parametri eccezionale.
Sangiovese e Vermentino sugli scudi. L’appello per i bacini idrici
A brillare nel panorama ampelografico del Montecucco è soprattutto il Vermentino, che ha mostrato una straordinaria capacità di adattamento alle mutate condizioni climatiche, affiancato da un Sangiovese di altissimo livello.
“I vitigni precoci come Vermentino, Syrah e Merlot hanno registrato una resa leggermente inferiore ma con una qualità molto alta” commenta Giuliano Guerrini, storico agronomo dell’azienda ColleMassari. “Per il Sangiovese, più tardivo, abbiamo dovuto aumentare l’irrigazione ai primi di agosto, ottenendo un livello qualitativo da buono a ottimo”. Guerrini lancia anche un forte appello alle istituzioni: “È fondamentale introdurre bacini idrici come laghi collinari e pozzi per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Confidiamo in un dialogo stretto con Provincia e Regione per aiutare la viticoltura ad adattarsi a scenari in continua evoluzione”.
Crescono gli imbottigliamenti : l’espansione de “l’altra Toscana”
Il successo in vigna si riflette anche sui mercati. Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio di Tutela, sottolinea la grande fase di slancio della Denominazione: “Nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita degli imbottigliamenti dell’11% e continuiamo a lavorare per rafforzare il nostro posizionamento. In autunno saremo nuovamente protagonisti all’estero insieme ai Consorzi Tutela Vini della Maremma Toscana e Morellino di Scansano, per raccontare in maniera sinergica il valore e l’identità dell’’altra Toscana’ del vino sui principali mercati”.
Una vendemmia impegnativa, dunque, ma capace di gettare basi solidissime per i vini del 2026. Il Montecucco continua a trasformare le peculiarità del suo terroir – l’altitudine, i suoli vulcanici dell’Amiata e la brezza del Mar Tirreno – nella sua arma più forte contro le sfide climatiche e commerciali del futuro.
(FOTO DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL MONTECUCCO)

















