Zorzettig inaugura Cantina Viva: nel cuore dei Colli Orientali rinasce la casa del vino friulano. A Spessa di Cividale nasce Cantina Viva, il nuovo spazio voluto da Annalisa Zorzettig che unisce produzione d’eccellenza, enoturismo contemporaneo e sostenibilità.
Nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, a Spessa di Cividale, la storia bicentennale della famiglia Zorzettig si arricchisce di un nuovo e fondamentale capitolo. È stata inaugurata infatti Cantina Viva, la struttura fortemente voluta da Annalisa Zorzettig per dare una forma concreta a una visione evoluta del fare vino, in cui la produzione si fonde indissolubilmente con l’ospitalità, la cultura e il rispetto per il territorio. Un progetto che unisce le radici profonde di un’azienda le cui prime etichette risalgono al 1874 con le più moderne esigenze di efficienza e sostenibilità.
Un’architettura che dialoga con il paesaggio e la memoria
La realizzazione di Cantina Viva ha permesso di ottimizzare i processi produttivi integrando parte dell’edificio esistente con una nuova ala, mentre la storica barricaia continua a custodire gelosamente la memoria e le annate dell’azienda. Il progetto architettonico è stato concepito per assecondare il profilo sinuoso della collina, inserendosi con estrema discrezione nel contesto naturale attraverso l’uso di ferro, vetro, legno e arenarie locali che richiamano la tradizione rurale friulana.
Il nome stesso, Cantina Viva, racchiude una duplice vocazione. Da un lato l’enoturismo contemporaneo, che apre le porte della tenuta — dalla cantina storica del Settecento ai nuovi spazi di accoglienza, fino ai vigneti — per far comprendere al visitatore tutto ciò che precede il vino nel calice. Dall’altro la centralità delle persone, confermata dalla cura degli ambienti di lavoro e dal recupero di spazi simbolici come il Focolare, antico punto d’incontro delle case contadine oggi votato alla condivisione, affiancato da una cucina riservata ai collaboratori per mantenere vivo il senso di comunità.
Istituzioni, grandi firme e una nuova fase enologica
La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano, tra cui il Sindaco di Cividale Attilio Vuga, l’arciprete Monsignor Livio Carlino e l’Assessore Regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. A condurre la presentazione è stato il vicedirettore del Corriere della Sera Luciano Ferraro, affiancato dal direttore de il Giornale Tommaso Cerno, con gli interventi del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas.
L’apertura della nuova cantina coincide con l’avvio di un importante percorso sul piano enologico: a partire dal 2026, l’azienda si avvale della collaborazione dell’enologo Luca D’Attoma, con l’obiettivo di esaltare l’identità dei singoli vigneti. Questo cammino si affianca al profondo restyling dell’identità visiva curato da Studio Idee Materia, sintetizzato nella filosofia aziendale degli “imperfetti per scelta”, un manifesto contro l’omologazione che si riflette nelle linee Tenaci e nella selezione più identitaria Myò.
Sostenibilità e biodiversità tra i filari
Sul fronte ambientale, Cantina Viva integra soluzioni all’avanguardia per l’efficientamento energetico, la riduzione dei consumi e il recupero delle acque. A ciò si unisce l’impegno storico dell’azienda per la salvaguardia della biodiversità, concretizzato nel recupero di varietà autoctone di alberi da frutto — tra cui mele, pere, ciliegi e susini — piantate accanto ai vigneti per ripristinare il mosaico agricolo tradizionale dei Colli Orientali.
















