Milano si conferma una ‘capitale mondiale della gastronomia e dell’alta ospitalità’. Dal 7 al 9 giugno 2026, gli spazi dell’Allianz MiCo accoglieranno la nuova attesissima edizione di Identità Milano, il congresso internazionale in Italia dedicato alla cucina d’autore, alla pasticceria, alla pizza e al mondo della mixology, come documentato dalla fonte ufficiale di Identità Golose.
Fondato nel 2005 da Paolo Marchi e Claudio Ceroni, l’appuntamento si rinnova quest’anno sotto il segno di un tema centrale di profonda attualità e spessore intellettuale: “Identità Future: la libertà di pensare”. Un invito aperto a stimolare il dibattito, a scardinare i vecchi dogmi e a rivendicare l’indipendenza intellettuale e creativa come motore fondamentale per ridefinire le dinamiche della ristorazione contemporanea.
I numeri e i protagonisti sul palcoscenico
La tre giorni milanese si preannuncia come un concentrato di idee, tecnica e visione, con numeri che testimoniano la portata globale dell’evento. Il fitto programma di masterclass, approfondimenti e dibattiti vedrà la partecipazione di:
192 relatori provenienti dall’Italia e dai principali scenari internazionali.
97 masterclass focalizzate sulla tecnica, sulla sostenibilità e sull’evoluzione dei sapori.
11 sezioni tematiche specializzate, capaci di mappare ogni singola sfaccettatura del comparto food & beverage.
Grandi novità, Paesi ospiti e i maestri dell’alta cucina
Accanto alle storiche sezioni del congresso, l’edizione 2026 introduce importanti elementi di novità volti a esplorare i nuovi confini del gusto:
Il Perù come Nazione Ospite: Un focus imperdibile sulla biodiversità andina e oceanica e sulle avanguardie culinarie che stanno ridefinendo la mappa gastronomica globale.
L’area Next Gen Lab: Uno spazio interamente pensato per valorizzare i giovani talenti e dare voce alle idee dei professionisti del futuro.
Il Main Stage vedrà alternarsi i più grandi interpreti della cucina mondiale. Tra gli ospiti internazionali spiccano pesi massimi del calibro di Alain Ducasse, Virgilio Martínez (del celebre ristorante Central di Lima), il maestro della pasticceria Antonio Bachour e lo psicologo sperimentale di Oxford Charles Spence.
L’eccellenza dell’alta cucina italiana sarà invece rappresentata dai suoi massimi ambasciatori, tra cui Carlo Cracco, Massimiliano Alajmo, Antonino Cannavacciuolo, Niko Romito, Davide Oldani e Antonia Klugmann. Identità Milano 2026 si attesta così, ancora una volta, come l’osservatorio privilegiato e imprescindibile per comprendere dove sta andando il mondo della ristorazione




































