Ci sono luoghi sulla costa toscana dove la luce sembra avere una densità diversa, capace di dilatare il tempo e trasformare un pranzo in riva al mare in un ricordo persistente. A Marina di Castagneto Carducci, dove la macchia mediterranea verde serpentino incontra il blu del Tirreno, questo incantesimo si rinnova oggi con una una nuova proposta gastronomica firmata da uno chef stellato, sua moglie e il suo team. La Tana del Pirata, storico stabilimento balneare del litorale livornese, inaugura la stagione 2026 segnando un punto di svolta per la ristorazione costiera, grazie all’approdo di Francesca Mauri e dello Chef Cristian Fagone.
Già anima e patron di Impronte a Bergamo —dal 2020 una Stella Michelin — la coppia ha scelto il mare per il suo primo, grande progetto fuori dalle mura cittadine. Ma definire questa nuova avventura una semplice “apertura imprenditoriale” sarebbe riduttivo.
È un progetto che affonda le radici nella storia personale di Francesca, che in questo stabilimento ha trascorso le estati fin da bambina. «Mia moglie praticamente ci è nata, i miei suoceri sono clienti dello stabilimento da quasi quarant’anni, e io stesso lo frequento da diciassette estati» racconta Cristian Fagone, svelando la genesi del progetto. «Quando i proprietari ci hanno chiamato per imbastire questo discorso, per noi è stata, ancor prima dell’ennesima sfida professionale, soprattutto un discorso di cuore».
Credo che ogni luogo abbia bisogno della sua sfumatura,” spiega lo Chef. “Impronte ha una cucina estremamente identitaria e senza compromessi […] qui cerchiamo una proposta un po’ più comfort, seppur con dei twist creativi. La definisco una cucina di mare e non di pesce in senso stretto. Lega più sensi: la parte olfattiva, gustativa e tattile.”
Il menù traduce questa visione in una carta elegante e golosa:
Antipasti: Il mare incontra la creatività nella Crudità di mare (ostrica, scampo, gambero rosso, viola e rosa, cicala, calamaro, tartare di palamita e alice), nell’Insalata di mare caldo e nel sorprendente Carciofo arrosto con fonduta di pecorino, pan fritto e limoncello.
Primi: La classicità viene sublimata negli Spaghetti Felicetti con vongole veraci e bottarga, e nell’iconico Spaghetto triglia e arancia in guazzetto e sedano croccante. La tecnica di alta cucina si esprime nel Risotto Acquerello con astice shabu shabu, la sua bisque, peperoncino e finger lime, o nei delicati Ravioli di ricottina fatti in casa con limone candito e mazzancolla marinata.
Secondi: Trionfano le materie prime assolute con Il carrello del pescato, una sontuosa Catalana di crostacei, il Gran fritto misto e la raffinata Spigola nostrana con vellutata di porri e zafferano.
“La carta dei vini che si ritrova qua alla Tana è frutto di un processo di crescita e di sacrificio della ricerca che ormai dura da più di sette anni. È nata dalla voglia di tessere rapporti umani e diretti con i produttori in modo da poter essere il più vicini possibile alla vigna e poterla raccontare con più anima che mai.”
dai grandi classici di Borgogna e Champagne (Domaine Patrick Miolane, Rossignol-Cornu), alle selezioni naturali e viscerali della Sicilia (La Selvaggia, Lazzaro Giuseppe), fino ai grandi nomi della Costa Toscana (Michele Satta, Caccia al Piano) — è scelta per intima affinità con il menù.
La grande Borgogna: Con selezioni raffinate come il Domaine Patrick Miolane (dai Bourgogne Aligoté ai Saint-Aubin Premier Cru), i Meursault di Vincent Bouzereau e gli eleganti Pinot Noir di Rossignol-Cornu o Aurélien Verdet.
La Sicilia, i Naturali e gli Orange: Spicca una ricerca particolarissima nel trapanese con i vini di Marsala (Alberia e La Selvaggia, con le loro espressioni naturali di Catarratto e Zibibbo) e sull’Etna con le etichette BIO di Lazzaro Giuseppe a Milo.






Lascia un commento